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Introduzione

In Italia, il livello di cooperazione sull’efficienza delle regole tra regolatori e operatori del mercato è molto basso. Prevalgono invece rapporti di competizione dominati dal gioco dei political gains: il risultato è che i costi della cattiva regolazione (o del cattivo enforcement) ricadono sui soggetti deboli dei giochi di political gain, cioè sugli operatori minori (in genere i cittadini e piccoli operatori economici).

L’università può costruire e offrire un metodo di relazione efficiente nella fase di incubazione, enforcement e monitoraggio della regolazione e generare cooperazione, ponendosi come soggetto neutro che può “interporsi” tra regolatori e operatori, mettendo a disposizione survey empiriche e analitiche, ma  soprattutto offrendo “un tavolo” per l’analisi degli effetti, dei costi di adempimento, dell’efficacia e dell’efficienza degli strumenti di regolazione, sia ex ante che ex post.